Il metodo Bitcoin applicato alla filiera produttiva agricola

Blockchain nell’azienda Volpone
Neologismo di origine anglofona, il lemma significa catena di blocchi. Oggi parliamo della blochain. Metodo per la tracciabilità delle informazioni, usato in maniera innovativa anche per la produzione agroalimentare. Essa rappresenta una catena di informazioni che determina la possibilità di rendere fruibile e tracciate tutte le informazioni utili a comprendere la qualità di un prodotto.
La cantina della famiglia Volpone da qualche anno ha iniziato questo progetto che consente di tracciare tutte le informazioni utili al consumatore per controllare e monitorare lo standard di qualità della produzione vitivinicola. Questa moderna tecnologia, applicata anche per i più avveniristici bitcoin segue lo stesso metodo di tracciatura ed univocità delle crittovalute. La blockchain è come il nostro dna, come la nostra impronta digitale, come il nostro timbro di voce, cioè uniche e non replicabili. Ogni bottiglia della cantina Volpone nasce con una sua identità; essa è associata ad un codice univoco che ne rappresenta la sua storia, appunto come un’impronta digitale. In questo modo, il consumatore ha la certezza di poter risalire a tutta la storia del vino contenuto nella bottiglia e di avere ben presente il percorso di qualità con cui si è giunti alla sua produzione.
Prima di giungere, come di consueto, alla scheda di valutazione del vino, concludiamo il nostro articolo parlando di un aneddoto curioso. La ceramica dauna spesso veniva ornata con la testa di un animale tipico di queste zone mediterranee: la volpe. Sarà un caso che le parole vino, volpe e Volpone iniziano tutte con la stessa lettera, ma a noi piace credere che non sia solo scaramanzia. Passione, dedizione, impegno, rispetto, umiltà, tutto questo è la famiglia Volpone. Quali altre novità ci starà riservando la famiglia Volpone? read more

Una stella che brilla di luce propria

La magia, l’accoglienza, l’unione: casa Volpone.
Il luccichìo negli occhi di una famiglia cresciuta in Capitanata ha il sapore della magia, quasi del mistero. Ci sembra un incantesimo, eppure la famiglia Volpone dona a questo territorio una luce particolare; un luce naturale di vita propria. Domenico (per tutti Mimmo), con la moglie e i suoi cinque figli (ognuno con le sue ambizioni ed inclinazioni) lavorano quotidianamente alla composizione di un puzzle che ritrae il paesaggio più bello delle colline daune.
L’etichetta in degustazione è una falanghina. Vitigno autoctono del meridione di Italia (Campania), ha trovato un ottimo habitat anche nella bassa Capitanata. Buona acidità e freschezza sono elementi fondamentali per un abbinamento con una pietanza di pesce o qualche formaggio fresco o canestrato. Il ventaglio olfattivo regala sensazioni prevalentemente fruttate. Con queste giornate di canicola estiva, la beva è piacevole, soprattutto se rispetta i canoni della temperatura di servizio. La coltivazione di quest’uva nel vicino entroterra foggiano, regala delle sensazioni gusto-olfattive mediamente persistenti, tipiche del vitigno falanghina.
Questa famiglia è una fucina di idee; ognuno dei componenti dona quotidianamente il suo contributo. Un alone di mistero li avvolge. Ed è lo stesso mistero che lasciamo al lettore che seguirà le nostre future degustazioni; solo seguendoci conoscerete i futuri sviluppi dei progetti della famiglia Volpone.
http://www.cantinavolpone.com/falanghina/
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