“Sa perda mulla” di Fraponti

La pietra miliare del Cannonau, in versione rosè.
Uno studio viscerale agronomico, pedologico per studiare la fisiologia di un vitigno raro della Sardegna. La Barbera sarda è il vitigno con cui le cantine Fraponti cercano di valorizzare la diversità dei vigneti in Sardegna. La riscoperta di antiche viti che sappiano infondere il terroir nei prodotti che provengono dalla terra, senza stravolgere l’ambiente circostante. Il vitigno in questione ha delle basse rese, non necessita di diradamenti, inoltre è particolarmente rustico; ciò consente una facile adattabilità ai terreni granitici e sabbiosi di questo lembo di terra.
Il prodotto in degustazione quest’oggi è il frutto della modernità, intesa come naturale prosecuzione dell’evoluzione della storia e delle sue origini. Qui non si stravolge nulla, ma si lascia libertà di espressione ad un processo produttivo che enfatizza le caratteristiche intrinseche di un territorio da valorizzare. La vicinanza con il mare ed i pendii dolci delle colline più morbide che si affacciano sul nostro Mediterraneo contribuiscono alla complessità del prodotto.
Un rosa carico nei colori e negli odori, che ci consente di apprezzare una sapidità e una acidità arrotandata da un calore inconsueto per un vino rosato. Una decisa intensità, ed una complessità si abbandonano all’effluvio di odori che danno un ottimo equilibrio ed una struttura autentica, in armonia col palato.
La Sardegna regala sempre ottime sorprese; ci torniamo volentieri, soprattutto quando abbiamo la fortuna di enfatizzare il lavoro di vignaioli seri e zelanti come la famiglia Perra.
http://cantinefraponti.com/
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Lilliu una conferma

Non è necessario cercare conferme, questa è la vera viticoltura di qualità
Oggi torniamo in un’azienda nostra amica. Un’azienda che fa della qualità la sua più amata confidente. Ebbene sì, questa azienda riesce a tradurre la qualità e la serietà dei principi della buona produzione in prodotti che esaltano l’aspetto salutare delle produzioni agroalimentari per l’uomo.
Oggi si dibatte spesso sulle grandi marche, sulla tutela del nostro legislatore rispetto alle dinamiche del mercato (ormai il made in Italy è preda delle multinazionali asiatiche e non), sulla importanza della qualità; tuttavia sono poche le realtà aziendali che riescono a tradurre questi principi sani in qualcosa di serio, durevole e lungimirante. Lilliu nasce in un territorio caro a molti italiani, la Sardegna. Isola dalle mille sfaccettature, dalle mille virtù, un’isola spesso dimenticata, ma che sa regalare qualcosa di sincero e verace e che esalta la nostra italianità.
Mendula è un’etichetta esemplare perchè è la sintesi del gusto e dell’olfatto di un vino verace. Essenziale sin dalla prima mescita, le note gustative sono lunghe. Esse si abbarbicano sulle papille gustative in un turbinio piacevole accompagnato da un velluto giallo. Acidulo e morbido quanto basta, il vino si posa sui petali di fiori apparentemente apassiti, forse un attimo distratti dalla coltre fredda invernale, esso riesce a riscaldare il cuore del degustatore più distratto. Non fatevi ingannare dalla pronta bev, perchè egli si rivela più nel tempo. Evoca ricordi della vita trascorsa, di un caminetto e di una luce accesa, fioca e forse flebile di fronte al cambiamento dei tempi. Tuttavia, l’autorevolezza che egli imprime è notevole, quasi fonte di un piacere nascosto, latente ed a volte sommesso del degustatore più attento. Se avrete voglia di accompagnare i vostri pasti con un vino della cantina Lilliu, ricordatevi sempre che egli non tradirà le vostre emozioni, anzi cercherà di esaltare per lasciare una traccia indelebile di un ricordo evocativo della vostra vita trascorsa. Non è un vino che asseconda le banalità, è un vino da valorizzare, come il nostro Made in Italy.
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In Barbagia si producono vini da Nobel

Mamoiada, “cru'” del Nuorese
Un Cannonau eccezionale vinificato in purezze a ridosso delle colline della Barbagia. Siamo nella Cantina Bonamici ad una altitudine che inizia ad essere importante per la vite 700-800m s.l.m. Qui durante i mesi più rigidi ci sono fenomeni nevosi molto copiosi. Tuttavia, durante il periodo estivo, i venti che arrivano anche dal maestrale, l’aria secca, calda e avvolgente, con punte di pungenza per i meno abituati, riesce a dare col giusto grado di complessità al bouquet di profumi che sprigionano le uve, prima, e i vini, dopo.
Qui la complessità del territorio, fatto dalle innumerevoli ed indimenticabili tradizioni, folklore, culture che unisco l’arte, la poesia, l’amore per la terra viene affrontata con la complessità della necessaria e corretta integrazione dell’uomo con la natura. Per ottenere la bellezza, nel senso più epistemologico del termine, è necessario affrontare la complessità dei problemi con la necessaria complessità delle soluzioni. Solo così le risorse naturali e la capacità portante della nostra natura non verranno mai messe a repentaglio per la prosecuzione della vita del genere umano.
L’etichetta in degustazione ha un nome che sintetizza tutto il “verismo” di questa terra: Deledda. Un nome di fantasia per un’etichetta di un vino che evoca la scrittrice sarda (Premio Nobel della Letteratura) , come ambasciatrice delle tradizioni locali.
Per parlare di questo vino, non faremo la consueta degustazione. Questo vino ci ha colpito nel suo olfatto e nel suo gusto, perchè egli è diretto, come un sardo “purosangue”; arriva dritto “al cuore”, compassato e schietto. Una splendida complessità, inconsueta, si propaga in aria: quello che più ci rende sorpresi sono le note odorose di fruttato e floreale che sono quasi poste in secondo piano rispetto ad concentrato effluvio di note eteree a dir poco balsamiche, sgominate a volte da leggere spezie e leggere tostature. Infine, frutti e fiori a polpa e petalo rosso, non particolarmente maturi.
Siamo di fronte ad una ricercata etichetta di un territorio ampio come un fazzoletto a cui auguriamo di entrare presto nell’Olimpo dei migliori vini espressione del territorio italiano. read more

Vino “proverbiale” del Medio Campidano

E ora Sardegna
E’ inutile tergiversare. Dicciosu, etichetta delle cantine Lilliu, è un vino meraviglioso. Un Cannonau (Grenache per i francesi) nobile della terra più nobile d’Italia. Spesso, nel nostro blog, ci piace discorrere dei fasti storici di una terra, piuttosto che parlare di aneddoti nostrani a base di geografia, culture, e tradizioni. Questo vino è senza fronzoli: va dritto al cuore.
Lilliu, cantina del comune di Ussaramanna nella provincia sarda del Medio Campidano, produce uve da agricoltura sinergica. Poche bottiglie, poca chimica, tanto cuore e sudore. L’arte di saper imitare la natura è di casa. Qui il tempo non si è fermato; qui il tempo si è evoluto in uno sfavillante richiamo ai consigli dei nonni ed alla modernizzazione occorsa frutto delle usanze moderne.
La fortuna di avere giovani imprenditori nella nostra penisola nasce anche da qui. Audacia, costanza, determinazione, sofferenza, ideazione, operatività sono solo alcuni degli ingredienti utili al successo. Il risultato è un’etichetta di una bottiglia che rappresenta la cultura di quest’isola d’Italia, questo paradiso rustico, gentile, accogliente che sa incantare i palati più fini.
Il colore di un rosso rubino scarico con riflessi granato (che ricorda un pinot nero o una schiava); la sensazionale varietà di profumi che sprigiona; un medley sinfonico delle migliori opere di Wagner. Il gusto vellutato, di buona persistenza, con una prosciugante acidità e freschezza, beverino ed efficace in abbinamento. La Sardegna non bada ai fronzoli. Mira dritta al cuore, come i suoi vini. Lilliu è l’essenza di una terra meravigliosa. read more