Sicilia, calda primavera per un’ annata meravigliosa

Nero d’avola morbido e giovanile
Il vino di cui parleremo oggi è una speciale produzione delle cantine Marino di Camporeale. Esso è ottenuto dalla vinificazione di uve di Nero d’Avola in purezza con un leggero passaggio nelle barrique di rovere francese. L’equilibrio che infonde il legno durante la beva, lascia sorpresi. La sua austerità ci ha consentito di abbinare questo vino ad un piatto di arrosto con salsa rossa al pomodoro, basilico e maggiorana. Una salsa molto densa per un piatto di carne particolarmente gustoso. La carne è stata ammorbidita da una macerazione con olio e sale e poi passata velocemente in burro bollente. Dopodichè una lunga macerazione nel sugo e poi servita per questo abbinamento succulento.
Il vino si presenta di una colorazione rosso rubino molto intensa e vivace. Un colore giovanile ci accompagna verso dei sentori floreali e speziati molto limpidi, e ben definiti. Il fruttato è sempre molto acceso, un vino di Sicilia, circondato dal mare, sole e vento si aggrappa alle nostre papille piacevolmente. Velatamente erbaceo, senz’altro speziato, con delle note floreali che si riverberano nello spazio e nel tempo per una persistenza di media durata. Il grado alcolico è contenuto.
Il sole non è ancora tramontato, l’aria si fa leggermente più fresca. E’ piacevole trattenersi a tavola dopo cena. Si racconta della vita, dei piaceri e dispiaceri, del tmpo passato e dei progetti futuri. Dei sogni svaniti e di quelli da voler realizzare. Il sole ora è debole, quasi scomparso, ma è forte il ricordo di un momento di spensieratezza condiviso con amici, a tavola, a cena.
www.marinovini.com
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Lunghe emozioni di un tesoro d’Italia

Un poggio dove le dimensioni si ampliano, infinite.
Le calde colline toscane, sinuose dai colori frastagliati, tra il verde dei prati incolti e il “caffè” a pois di tufo, si allungano a vista d’occhio fino all’orizzinte. Cipressi e arbusti, rari esemplari di abbellimento, sorgono col contagocce in uno spazio indefinito, a volte uasi lunare.
San Polo è un’azienda che sorge in provincia di Siena. Un territorio di elezione per quella che è stata la rinascita del vino toscano nel mondo. La zona vitivinicola presenta dei colori, dei sapori, delle immagini che ormai sono entrate a far parte del patrimonio mondiale dell’enologia. Non si può fare a meno di pensare o di vivere direttamente questa porzione di territorio della nostra penisola, senza aspettarsi prodotti di qualità e di eccellenza mondiale.
A Castelnuovo dell’Abate, ove Sant’Antimo riposa dall’epoca carolingia dell’antica Roma, sorge un’azienda che ha rivoluzionato il suo pensiero, cercando di valorizzare il sangiovese come vera espressione del terroir di Montalcino. L’etichetta in degustazione preferisce essere bevuta in gioventù. Il 2012 è stata una buona annata e lo si riconosce dal colore vivido rubino che permea il vetro del nostro calice. Sentori di ciliegia, more, frutti di bosco maturi, ma ancora turgidi nel vigore; fiori a petalo rosso, e speziature lunghe, brillanti, fresche e giovani, rappresentano tutta l’allegrezza di un vino rivoluzionato nell’ultimo decennio. Vigneti giovani, impianti a cordone speronato, altitudine e ventilazione adatta ai nuovi impianti, insieme con un terreno a media impastatura con il famoso galestro a dettare tempi e modi della vegetazione, fanno sì che i prodotti di questa azienda rappresentino il vero terroir di Montalcino.
Il buon nerbo, unito ad una lunga morbidezza ed un tannino elegante quanto deciso, orizzontano l’abbinamento verso piatti strutturati, sughi di selvaggina e cacciagione, rinomate in queste zone.
http://www.poggiosanpolo.com
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Dalle Cantine Terzini un vino rosso emblema della terra abruzzese

Il sole di Abruzzo rieccheggia nelle vigne e tra i filari
Il gusto temperato all’interno del calice è la prima sensazione olfattiva che raggiunge le nostre narici. Una sensazione profonda quasi a voler innescare i ricordi nostalgici di gioventù, e l’auspicio di futuri progetti. Il Montepulciano è così, infonde coraggio nel futuro, malinconia per il passato. Un connubio spesso contradditorio, ma con la consapevolezza che il tempo trascorso sia stato dedicato nel migliore dei modi alle persone che ci circondano.

Ritorniamo a Tocco da Casauria, un piccolo Comune della porzione montana della provincia di Pescara. Una zona amena, adatta alla riflessione, alle passeggiate solitarie sugli infiniti chilometri che circondano le zone verdi del territorio. L’aria frizzante è sedata da un sole timido ma efficace. Percorriamo per alcuni minuti i confini dei terreni da dove si raccolgono le uve di Montepulciano. Siamo circondati dal verde, mentre le chiacchiere sul mondo del vino, la burocrazia sempre più pressante, e tutte le difficoltà che comporta la gestione di una media cantina italiana, ci accompagnano al tavolo di degustazione.
Il vino si presenta con una colorazione di rosso rubino molto carica; lo spettro olfattivo è altresì profondo e molto brioso. Piacevole a prima beva, viene esaltato dalle note retronasali che ricalcano lo spirito abruzzese, quello verace che è tipico di chi riceve i natali in questa splendida terra. Questo vino fortifica le conoscenze. E’ un Montepulciano di facile abbinamento. È un vino accomodante, perché esalta le doti del piatto che abbiamo deciso di abbinare. Lo scottato di vitello leggermente aromatizzato con rosmarino e alloro. Il tutto è stato condito con una crema di funghi raccolti nei boschi della zona rurale di Tocco da Casauria. Un ottimo connubio tra palato, ricordi ed ottima compagnia abruzzese.
http://www.cantinaterzini.it/home.html
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Don Cataldo, la radice, la tradizione e la storia dei Capuzzimati

Umiltà ed autorevolezza al servizio della natura: Don Cataldo
Questo vino rappresenta la storia della famiglia Capuzzimati e del suo capostipite: Cataldo. Nelle terre di San Marzano di San Giuseppe (TA) l’accoglienza è un dovere; il rispetto per l’ospite, il senso di appartenza alla terra, sacra per molti abitanti del posto, rispecchia i valori di questo vino. L’appellativo di “Don” (Dominus = Signore) è il tratto identificativo che,  nelle terre del primitivo, si usa per le persone autorevoli, come il nostro Cataldo Capuzzimati.
Il vino conserva in sè i ricordi della vita trascorsa nei vigneti della campagna ionica, i suoi valori, il rispetto per la terra e del sudore della fronte dei braccianti che attendono intrepidi il risultato finale dei loro sforzi quotidiani: Don Cataldo rappresenta la radice della storia di queste cantine. Don Cataldo è la storia della cantina Capuzzimati, un vero signore.

Il Primitivo di Manduria delle Cantine Capuzzimati si presenta austero e auterovole; rotondo e vellutato; potente e dominante, proprio come il suo nome ed il nome della persona a cui si ispira: Cataldo.
In abbinamento ad un piatto di carne mediamente strutturato, il nostro vino in degustazione si presenta con la sua saggezza, tipica del vitigno che popola le campagne  dell’arco ionico a ridosso della zona nord della penisola salentina. Trasmette calore nelle sensazioni tattili, oltre che una delicata astringenza, piacevole e decisa. Insomma, un vino che, con la sua umiltà, dimostra tutta la sua autorevolezza, come il suo dominus: Don Cataldo.
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