L’esperienza sensoriale di un vitigno autoctono d’Abruzzo

Secolo IX, dai paesaggi acuti dei monti abruzzesi, al litorale adriatico.

Simbiosi con la terra, acqua, sole, ed il rapporto tra natura e uomo sono i principali valori di un’azienda che nasce nei paraggi dell’Abbazia di San Clemente, che attorno all’anno 900 d.c. controllava tutto il territorio. Un’abbazia che rappresentava l’identità di un territorio e l’identità degli abitanti di quella zona sin dall’epoca di Ludovico II, pronipote di Carlo Magno. Proprio da queste terre, nascono e crescono vitigni autoctoni che abbiamo il piacere di sponsorizzare. Un lavoro fatto di dedizione da parte di un vignaiolo che ama i valori e le tradizioni abruzzesi. Oggi partiamo con un vitigno emblema del panorama ampelografico abruzzese: il Montepulciano di Abruzzo.
Questo vino conserva l’amore per la propria terra nella bottiglia. Un vino impetuoso nell’olfatto e nel gusto, riempe di emozioni il degustatore. Ogni singola goccia che pervade il nostro palato si impossessa delle nostre sensazioni. Il fruttato è singolare, con punte amaricanti del frutto appena sovramaturo di prugna o ciliegia. Un lieve sottobosco preannuncia un flebile speziatura. Morbido con un’acidità frivola e leggera, si spande al palato con persistenza. Un sorso non basta a lenire la voglia di essere sommersi da sensazioni piacevoli, dal senso di appartenenza ai valori di casa, ai sentimenti della famiglia e dalla profondità di radici che vogliono trasmettere l’amore verso il futuro. Il finale speziato abbraccia ogni singola sensazione retro-olfattiva; un floreale maturo sazia il palato con un austero finale di viole, rose rosse, iris.
L’Abruzzo dà i natali ad un’azienda importante, che lavora con dedizione e passione, ma soprattutto riesce a trasmettere sentimenti ed empatia alle nuove generazioni; valori che il mondo del lavoro spesso dimentica inesorabilmente.
read more

“Ars dictandi” tra un calice e una epistola

Nell’epistolario enologico un connubio tra tradimento e libertà di espressione
La libertà di espressione e di pensiero è stata vista, nella storia dell’umanità, come massima estrinsecazione della determinazione dell’essere e delle sue facoltà di pensiero oppure come alto tradimento nei confronti dei poteri forti dell’epoca. Lo studio della storia ci ha insegnato che ci sono stati uomini che hanno assecondato la volontà di un tiranno o di un regnante per un istinto di sopravvivenza più forte, rispetto alla libertà di espressione, il diritto di replica o di critica di scelte poco oculate di una classe dirigente.
Pensare con la propria testa è stato, nel corso della storia, ripagato con condanne pesanti ed ngherie anche per personaggi autorevoli, tacciati di alto tradimento solo perchè non erano concordi con le decisioni di autorevoli ed integerrimi capi di Stato.
Pier delle vigne abbandonò – si dice – Federico II, per dare seguito a quello che era la sua libertà di espressione. Fu condannato per alto tradimento, ma ha professato la sua libertà di opinione fino alla morte. Dante, per questo motivo, lo relegò all’immagine di un arbusto che, neanche il giudizio universale, potè salvarlo. Il nostro articolo non è un banco degli imputati. Questo incipit vuole essere solo un modo per consacrare un vino pugliese come antesignano di una libertà di espressione, frutto di un lavoro e di un sacrificio che vede un’intera famiglia impegnata costantemente verso orizzionti senza padroni. Per loro la ualità di un vinonon si legge nella rivista, nella guida, o nell’appartenenza o meno presso un’associazione di categoria. La qualità si fa con il sudore della fronte. L’obiettivo della famiglia D’Agostino è quello di farsi apprezzare per il prodotto contenuto nella bottiglia. Appartenere ad una associazione, assecondare le richieste di enti, riviste e guide per un articolo, una degustazione o addirittura un premio per loro è superfluo. E’ una mercificazione della qualità. Il vino è di qualità se trasmette sentori positivi al palato del consumatore; il vino di qualità è solo questo.
Pier delle Vigne è un’etichetta famosa pugliese di un’azienda seria. La libertà di pensiero è l’essenza di un vino e della filosofia produttiva dell’azienda Botromagno.

http://www.botromagno.it/ read more

Dalle Cantine Terzini un vino rosso emblema della terra abruzzese

Il sole di Abruzzo rieccheggia nelle vigne e tra i filari
Il gusto temperato all’interno del calice è la prima sensazione olfattiva che raggiunge le nostre narici. Una sensazione profonda quasi a voler innescare i ricordi nostalgici di gioventù, e l’auspicio di futuri progetti. Il Montepulciano è così, infonde coraggio nel futuro, malinconia per il passato. Un connubio spesso contradditorio, ma con la consapevolezza che il tempo trascorso sia stato dedicato nel migliore dei modi alle persone che ci circondano.

Ritorniamo a Tocco da Casauria, un piccolo Comune della porzione montana della provincia di Pescara. Una zona amena, adatta alla riflessione, alle passeggiate solitarie sugli infiniti chilometri che circondano le zone verdi del territorio. L’aria frizzante è sedata da un sole timido ma efficace. Percorriamo per alcuni minuti i confini dei terreni da dove si raccolgono le uve di Montepulciano. Siamo circondati dal verde, mentre le chiacchiere sul mondo del vino, la burocrazia sempre più pressante, e tutte le difficoltà che comporta la gestione di una media cantina italiana, ci accompagnano al tavolo di degustazione.
Il vino si presenta con una colorazione di rosso rubino molto carica; lo spettro olfattivo è altresì profondo e molto brioso. Piacevole a prima beva, viene esaltato dalle note retronasali che ricalcano lo spirito abruzzese, quello verace che è tipico di chi riceve i natali in questa splendida terra. Questo vino fortifica le conoscenze. E’ un Montepulciano di facile abbinamento. È un vino accomodante, perché esalta le doti del piatto che abbiamo deciso di abbinare. Lo scottato di vitello leggermente aromatizzato con rosmarino e alloro. Il tutto è stato condito con una crema di funghi raccolti nei boschi della zona rurale di Tocco da Casauria. Un ottimo connubio tra palato, ricordi ed ottima compagnia abruzzese.
http://www.cantinaterzini.it/home.html
read more