Taglio bordolese, Collerosso

Castello Poggiarello, Siena
Nobili e regnanti si sono avvicendati tra le mura di questo famoso castello in provincia di Siena. L’architetto Peruzzi, a cui è attribuita l’opera di questa nobile residenza, apparteneva alla famiglia Chigi, ed una famosa Cappella fu dedicata a Sant’Agostino, omonimo discendente chigiano. Se non fosse per i colli che adornano il paesaggio senese della campagna di Sovicille, le costruzioni medievali, sembrano ricondurre alle famose ville del Medoc francese.
La bottiglia in degustazione è un classico taglio bordolese prodotto sul galestro toscano, Collerosso. Un vino di particolare lucentezza, da vitigni internazionali, che già in fase di mescita regala un elegante fulgore visivo. Un’intensità, una tonalità ed una vivacità molto interessante, tanto da regalare alla vista uno splendido calice, austero e particolarmente invitante. Il complesso dei sentori olfattivi, floreali, erbacei, fruttati, speziati, si articolano tra un pomodoro verde, odore di bosso, quasi di sottobosco umido. Un leggero e velato tocco di pepe nero, un po’ di coriandolo, prezzemolo.
Abbiamo degustato il vino con una bistecca chianina. L’abbinamento regionale è stato perfetto. Un matrimonio speciale tra due tipicità toscane. L’astringenza del vivido tannino, contrapposto all’untuosità del piatto; una buona acidità contrapposta alla grassezza corpulenta del piatto, hanno favorito emozioni e pensieri della cena.
Collerosso è un’etichetta imponente. Un vino importante, da occasione unica. Un blend francese, trapiantato ottimamente sulle colline senesi. Collerosso rappresenta l’insieme della diversità, dell’adattabilità e della tipicità di uomini e culture nel tempo e nello spazio.
www.castellopoggiarello.it
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Zippero Lama di Rose

Lame, per pastori e greggi.
Si addentravano impavidamente nelle gole carsiche più profonde. Qui la frescura ristorava le membra degli animali e dei pastori. Le lame erano anfratti rocciosi modellati dalla natura su rocce carsiche. Queste cavità augustee erano il ricovero preferito degli animali. Fresche d’estate, ospitavano le greggi ed i loro pastori nelle ore più calde.
Spesso gli ingressi delle lame erano adornate di fiori. Le rose, soprattutto la varietà canina, erano consuete. Pianta ornamentale introdotta in Italia nell’età carolingia, è stata per anni impiegata anche in cucina come bevanda derivante dall’infuso dei suoi petali, come insalata o in altri casi, con la trasformazione artigianale in confettura.
Lama di Rose, è l’azienda che oggi ci consente di scrivere questi appunti di degustazione grazie al loro Zippero. L’azienda è situata nella provincia di Taranto nel Comune di Crispiano. Zippero l’etichetta di rosato del 2016 frutto di un blend tra Primitivo e Merlot. Il vino si presenta con un colore vivace frutto di una breve macerazione delle bucce nel mosto. I profumi accompagnano le note velatamente alcooliche della bevanda.
Abbiamo abbinato il vino ad una preparazione di carni bianche. Un petto di pollo con una vinaigrette di aceto di mele. Raffinato nella beva; esprime sentori olfattivi nitidi.
www.lamedirose.it
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