Fucaraz, minimal wine del tarantino

L’arte minimal tesa all’eliminazione del “non essenziale”.
L’essenziale è la vista, il gusto, l’olfatto. Per un sommelier potrebbe essere un limite. In realtà non è così, perchè con queste caratteristiche si può discernere sul territorio, il vitigno, le tradizioni e culture, i sacrifici di una famiglia. Insomma il Fucaraz è un Minimal Wine secondo la definizione di Richard Wollheim. Qualcosa che non ha bisogno di fronzoli, perchè già in sè ha tutto.
Il minimalismo, spesso visto in accezione negativa, in realtà conserva in sè quel panorama valoriale delle cose essenziali, quelle che ci fanno stare bene, quello che crea dei rapporti con alto contenuto ovaloriale. Tutto il resto sono fronzoli di cui ognuno può senz’altro fare a meno.
Il vino in degustazione non è frugale, non è scontato. Conserva in sè tutto il “minimal” per dei commensali adusi alla vita semplice. La sua ricchezza si sostanzia nelle sue caratteristiche principali. Fruttato e floreale nella sua immediatezza. I leggeri sentori di confettura di ciliegia aprono le danze ad un vellutato tappeto di fiori di stagione quasi secchi, le viole, le mammole e le peonie fra tutti.
Il piatto in abbinamento è un roast beef fatto in casa. La carne è guarnita con formaggi semi-stagionati molto gradevoli. Le tipicità pugliesi non mancano, inftti come contorno sono stati serviti dei funghi cardoncelli tipici dell’altopiano murgese. Una leggera piccantezza del piatto è sovrastata dalla morbidezza del giovane vino. La contrapposizione è perfetta.
Lama di Rose è un’azienda in continua evoluzione e crescita. I frutti del lavoro dei vignaioli di questo piccolo paradiso alle porte di Taranto sono evidenti. Noi facciamo i nostri migliori in bocca al lupo per il futuro.
http://www.lamadirose.it/index.php/it/i-nostri-prodotti/fucaraz
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Zippero Lama di Rose

Lame, per pastori e greggi.
Si addentravano impavidamente nelle gole carsiche più profonde. Qui la frescura ristorava le membra degli animali e dei pastori. Le lame erano anfratti rocciosi modellati dalla natura su rocce carsiche. Queste cavità augustee erano il ricovero preferito degli animali. Fresche d’estate, ospitavano le greggi ed i loro pastori nelle ore più calde.
Spesso gli ingressi delle lame erano adornate di fiori. Le rose, soprattutto la varietà canina, erano consuete. Pianta ornamentale introdotta in Italia nell’età carolingia, è stata per anni impiegata anche in cucina come bevanda derivante dall’infuso dei suoi petali, come insalata o in altri casi, con la trasformazione artigianale in confettura.
Lama di Rose, è l’azienda che oggi ci consente di scrivere questi appunti di degustazione grazie al loro Zippero. L’azienda è situata nella provincia di Taranto nel Comune di Crispiano. Zippero l’etichetta di rosato del 2016 frutto di un blend tra Primitivo e Merlot. Il vino si presenta con un colore vivace frutto di una breve macerazione delle bucce nel mosto. I profumi accompagnano le note velatamente alcooliche della bevanda.
Abbiamo abbinato il vino ad una preparazione di carni bianche. Un petto di pollo con una vinaigrette di aceto di mele. Raffinato nella beva; esprime sentori olfattivi nitidi.
www.lamedirose.it
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Pinot Bianco Lama di Rose

Tufaja: piccola pigna di Puglia
La famiglia dei Pinot, il cui capostipite il famoso Noir, ha origine in Francia. Le numerosissime varietà del più famoso Chardonnay, da cui il Pinot bianco deriva, si sono diffuse in tutta Europa in epoca abbastanza recente. Originari della Borgogna i Pinot si contraddistinguono per la loro ampia versatilità sia in uvaggio che in purezza. Inoltre, egli si adatta anche a particolari condizioni climatiche, tanto che può essere coltivato anche su pendii ad altitudini particolarmente estreme per la viticoltura.
Una cantina della provincia di Taranto, Lama di Rose, ha iniziato la produzione di questo vitigno qualche anno fa. Il vigneto è posto a circa 250 m s.l.m. Altitudini da principianti per una pianta che si adatta anche ai pendii del Trentino o dell’Alto Adige dove lo stesso vitigno viene coltivato anche 800-900 m s.l.m.
Il vino in degustazione si presenta con un colore giallo paglierino co accentuati riflessi verdolini. All’olfatto presenta le caratteristiche tipiche del vitigno Pinot bianco, delicati sentori di frutta a polpa bianca ed un velato ricordo di frutta esotica. In abbinamento ad un ‘orata ed un piatto di gamberi cotti entrambi al forno, riesce a contrapporre la sua delicata acidità e sapidità.
www.lamadirose.it
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