Poggio al Bosco, dalle Murge l’espressione della sapidità carsica

Alberto D’Agostino, un imprenditore che ha trasformato la schiettezza in successo
Questo blog nasce per parlare di appunti di degustazione. Quest’oggi farò un’eccezione; una piacevole digressione su un imprenditore che costruisce il suo successo con la sua schiettezza. Per lui, il motto è “Amor con amor si paga”.
Conosco Alberto in un pomeriggio di piena estate. Le prime battute, le chiacchiere, lo scambio di informazioni reciproche, la descrizione dei nostri rispettivi progetti. Ciò che emerge è la schiettezza. Lui è fuori dagli schemi convenzionali; è un’anticonformista che sa esprimere il concetto in brevi passi che arrivano dritti al cuore. E’ questo che ci rende simili. Lui non abbassa la testa di fronte a nessuno. Lui non accetta il compromesso frutto dell’inganno, lui mira ad eccellere con sincera professionalità; altrimenti mi dice, meglio stare a casa. Dopo una lunga chiacchierata in cui più volte gli argini del discorso sono stati piacevolmente accarezzati dalle parole che hanno tutta l’essenza di chi conosce i meccanismi del mondo vitivinicolo, egli mi confida che vuole partecipare al nostro progetto. Io, lusingato, accetto di buon grado la collaborazione.
Il vino si prensenta di un colore molto profondo. Un giallo dorato che, in qualsiasi modo, non riesce a nascondere la sua brillantezza. La bottiglia è del 2016. Un uvaggio di greco e malvasia. L’aromaticità del secondo vitigno esalta l’olfatto, anche dei commensali meno sensibili. Questo vino sembra un polmone verde, erbaceo, aromatico, sapido. Si avvertono le sensazioni tipiche della terra carsica. Al gusto, lungo, si accompagna un piatto di crudo di mare. Vongole, cozze tarantine, ostriche, sono sgominate dalle acidità e dalla sapidità accurata ed equilibrata di questo vino. Ottima struttura e finale accattivante con un ritorno di erbe aromatiche meraviglioso.
Un vino conformista per un imprenditore anticonformista.
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Duodecim, il numero per antonomasia

“Duodecim” nella storia della numerologia
Che l’uomo abbia cercato nel corso della storia delle spiegazioni della realtà attraverso i numeri è cosa ben nota. Filosofi, artisti, scienziati, scrittori, registi, matematici, astronomi e astrologi hanno immortalato i numeri arabi cercando di estrinsecare da essi un significato. Duodecim (dal latino Dodici) è un numero alquanto ricorrente in tutte le discipline umanistiche e scientifiche. Qui di seguito solo alcuni esempi: i mesi, gli apostoli, i semitoni di un’ottava in musica, le tavole del diritto romano, gli Dei greci, il numero dei Titani, i paladini di Carlo Magno e i cavalieri della tavola rotonda, i figli di Giacobbe, le tribù di Israele, il ritrovamento di Gesù al Tempio (aveva 12 anni). Insomma tutti gli esempi precedenti (e tanti altri ancora) hanno a che fare con il numero 12.
Duodecim per noi enofili è un vino (dodici ore di macerazione delle bucce). Un vino rosato ottenuto in purezza da uve negramaro. La cantina di Romaldo Greco si trova nell’area salentina del comune di Seclì (LE). Il vino ha il colore tipico del vitigno autoctono pugliese; un rosa carico evidentemente chiaretto, frutto di una macerazione, appunto di 12 ore (duodecim). Le note di melograno e lampone sono evidenti.
Servito come aperitivo è l’ideale per una serata di convivialità. Tuttavia, abbiamo abbinato il vino ad un primo di pesce (tonnarelli con sugo di sgombro) cercando di forzare un po’ la natura vispa del vitigno: acidità e la velata morbidezza hanno assecondato degnamente la contrapposizione gustativa.
www.romaldogreco.it
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