Le spezie di Gioia

Non chiamatelo soltanto Primitivo
Addolcitelo in in altro modo; il vino in degustazione non è per molti, ma solo per il degustatore avvezzo allo studio di un terroir unico per la Regione Puglia: la Murgia.
Il nostro blog torna ancora in Puglia, regione italina dalle mille potenzialità, sempre pronta alle nuove sfide imprenditoriali, ed oggi, riconosciuta come una delle regioni più prolifiche in fatto di qualità della viticoltura.
Gli addetti al settore sanno che in Puglia, il Primitivo vive una doppio ruolo, forse una doppia identità; un po’ come le più antiche tradizioni pugliesi dove un tempo le famiglia, durante il periodo estivo, lasciavano le città per recarsi nelle campagne limitrofe per trascorrere la “bella stagione” con la famiglia, anche il Primitivo sembra cambiare pelle a seconda della “stagione”.
Quella che raccontiamo noi oggi è una stagione fausta, che definiamo “collinare” dell’azienda Plantamura, nei paraggi di Gioia del Colle. Le vicisitudini del vitigno sono ben note ai più; tuttavia, la veste “collinare” di questo vitigno appassiona i palati più avvezzi alle speziature, alle tostature, a quelle rotondità più marcatamente taglienti rispetto al cugino di Manduria.
Il vino si presenta di un intenso colore rubino, la sua consistenza moderata accompagna una intensità e complessità notevole per un vino affinato in acciaio. La cosa sorprendente è proprio come il vino abbia all’olfatto delle note speziate nitide e ben definite, marcatamente tipiche del terroir collinare delle Murge e del vitigno che in questa degustazione viene rappresentato. Il chiodo di garofano appeso tra una nota di velata liquirizia ed un chicco di caffè apre le danze al primo sorso che si sviluppa con una caudalie tipica di un vino rosso come quello in degustazione. Abbiamo abbinato il vino ad una pietanza molto strutturata con una buona speziatura (pepe nero): un brasato di carne di cavallo, ammorbidito da una salsa di funghi cardoncelli ed, appunto il pepe nero. L’assoluta compostezza del vino, che ha dominato con rispetto gustativo, in maniera più che egregia il piatto, ci ha messo di fronte ad un vero e proprio cavallo di razza dell’altopiano murgese. read more