L’anima di Cirò, una vera rivoluzione

“Dalla Terra” i prodotti enologici della famiglia Parrilla
La terra restituisce gli sforzi fatti dal bracciante. Così si apriva un famoso convegno dove era presente il famoso chimico ed accademico tedesco von Liebig. Se prendiamo ad esempio una suo scritto si capisce la vera essenza di questa etichetta proveniente dalla Terra di Cirò. Egli nel suo testamento espresse il suo dispiacere per avere, per anni, voluto dimostrare che la terra era semplicemente un mezzo per raggiungere dei fini produttivi e che essa potesse essere utilizzata dall’uomo in qualsiasi modo, perchè con la concimazione chimica si sarebbe sopperito alle esigenze delle piante. In punto di morte, egli ammise che non era affatto così, bensì dovette asserire che la terra, in quanto essere vivente, non può essere trattata come un mero mezzo di produzione. Pertanto, oltre alle concimazioni, l’uomo avrebbe dovuto applicare delle tecniche agronomiche più rispettose dell’ambiente e degli esseri viventi.
Degustando “Dalla Terra” si evincono i passaggi naturali di un prodotto che è rispettoso dei dettami della natura. La terra in questo caso è parte della vita degli uomini che la lavorano. E’ parte di un processo rispettoso di principi naturali che alimentano una catena produttiva semplice, verace, senza artifici esterni e/o indotti. La naturalità di questo vino si evince dalle prime “boccate”. Sembrerà una metafora poco consona, ma questo vino si respira, come una mattina appena soleggiata in riva al mare e la rugiada autunnale sulle foglie.
Il colore deciso rosso rubino, tipico del Gaglioppo, per questa riserva fulminante al naso. Una brezza marina salina ci pervade il palato, un leggiadro fruttato ed un floreale che si apre a quel sentore leggermente foxy tipico di un naturale vero. Equilibrio e persistenza da far invidia anche ai grandi blasoni. Un ampio ventaglio di frutti appena maturi, a polpa rossa, di fiori recisi freschi ed una sapidità ben concentrata, lasciano spazio a qualche speziatura leggera e piacevole, di pepe nero o chiodo di garofano.
Questo vino è una vera chicca del cirotano. Un esempio di come il viticoltore ama assecondare i principi naturali per fornire prodotti di pregio al consumatore sempre più esigente. read more

Arco e frecce in onore di Ercole

Il mito di Filottete raccontato nella Cirò di Sergio Arcuri
Con l’evocazione del mitico arciere Filottete, iniziamo la nostra degustazione del vino di punta della Cantina di Sergio Arcuri. Siamo tornati nel crotonese, in un pomeriggio autunnale, un territorio dove sembra che siano vietate le temperature basse. Il sole è ancora rigoglioso, il vento accompagna la passeggiata. Ci avventuriamo nel territorio della Sacra Krimisa, famosa per essere stata fondata da Filottete, arciere voluto dagli Dei Apollo ed Ercole. Il suo arco e le sue frecce furono donate da quest’ultimo al nostro eroe che, durante l’esilio sull’isola di Lemno, uso per sfamarsi e per sopravvivere. Il nostro eroe fu determinante negli scampoli finali della guerra di Troia. Quando, come i manoscritti postumi descrivono, grazie ad un cavallo di legno si riuscì ad espugnare una città apparentemente blindata.
Sergio Arcuri è il nostro arciere. Un vignaiolo proteso al riconoscimento del bene comune; una persona adesa a valori, che ad oggi, sembrano dimenticati: egli colloca l’umanità al primo posto. Sergio è un vignaiolo che ha a cuore il bene della comunità, del suo territorio, e dei suoi colleghi produttori locali dell’omonima porzione di territorio. Il suo spirito trainante, il suo entusiasmo e il suo carisma sono aspetti determinanti per questa forza di coesione che è capace di sprigionare.
L’etichetta in degustazione è un vino che lascia il segno. Un gaglioppo in purezza della sua amata “riserva” del 2011. Un vino pronto alla beva, con intensità olfattive molto nitide e ritorni particolarmente persistenti che riempiono il palato di emozioni sensoriali nette e lucide. Abbiamo aperto la bottiglia circa 3 ore prima di degustare. Questa scelta si è rivelata determinante; il vino aveva bisogno del giusto contatto con l’ossigeno per poter esprimere tutta la sua potenzialità.
Questa bottiglia di vino è stata abbinata ad una braciola di maiale in umido. Un piccolo contorno di funghi e olive ha accompagnato la pietnza principale. La freccia del nostro arciere ha fatto centro. Lui è protetto dagli Dei. Infatti, egli, salvifico nelle guerre più aspre, riesce a sconfiggere le più inespugnabili fortificazioni. read more

L’alberello del Marinetto

Vivace rosè dove il mare fa brillare il Gaglioppo
Le vigne di fronte al mare per un’azienda di tradizione secolare sono un’arma vincente. Torniamo in Calabria nell’azienda di Sergio Arcuri. Il Marinetto è un vino vivace. Un rosè iodato dalle correnti marine, fresco, sapido, lungo come gli ottimi risultati che fornisce il Gaglioppo anche nelle vinificazioni modaiole di rosè.
Una conferma per una etichetta Made In Italy che in vigna, con i suoi alberelli, regala dei sentori gusto-olfattivi intensi. Le vie retronasali vengono pervase da sentori salati e agrumati piacevoli. Ideale per accompagnamenti importanti come la tradizione culinaria calabrese. Piatti con spezie forti, veraci, terrene, rustiche. Il Marinetto è il loro giusto compagno di viaggio. Il caldo nelle terre di Calabria si fa sentire; le note fresche che si raccolgono dalla degustazioni smorzano le torride serate. Un aperitivo con amici, non banale, ma importante come il vino in degustazione esaltano l’importanza di un vino la cui produzione è tutta manuale.
La conferma della qualità è scontata; per chi ha dubbi, invece, è il benvenuto. Questo vino è in grado di accontentare anche i palati più fini e più difficili. Il nostro vignaiolo lo sa ed è ben felice di sfidare anche loro, perchè il suo vino è imbattibile.
http://www.vinicirosergioarcuri.it/
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