Trosè, Nero di Troia in rosato

Losito presenta il suo rosato
Trosè è una crasi fra Troia, paese in provincia di Foggia, e la parola Rosè. Trosè è il nome di fantasia dell’etichetta di Cantine Losito per presentare il rosato da Nero di Troia.
Torniamo nel sub-appenino dauno, alla corte della cantina Losito che per questa occasione ci fa assaggiare un nero di troia vinificato in rosato. E’ un vino proveniente da agricoltura biologica; raccolta a mano delle uve, fermentazione in acciaio e affinamento in bottiglia con una macerazione di 10 ore delle uve.
Il vino sprigiona i sentori olfattivi delle terre carsiche della terra di Capitanata. Il territorio dauno, popolato da anfratti e gole carsiche, rilascia la sapidità e l’acidità tipica del nord pugliese. Quei sentori pietrosi accompagnati dalla morbidezza delle note fruttate e floreali giovani, fresche, sbarazzine e allegre sono la giusta contrapposizione utile al palato per apprezzare un vino di pronta beva. Il colore del vino è molto particolare. Un rosa cerasuolo leggermente scarico, tendente quasi al tenue, che lo rende particolarmente diverso rispetto ai colori più ombrosi dei vini rosati tipici della Puglia.
L’abbinamento che abbiamo voluto proporre è consistito in un piatto di gamberoni al forno con salsa alle erbe aromatiche adagite ad un letto di patate grigliate con olio extra vergine di oliva. Il vino presenta una acidità ed una sapidità opportunamente contrapposta alla delicatezz del gamberone appena sgusciato, a conferma del fatto che, benchè il vitigno da cui proviene sia particolarmente rustico, il vino era ben educato ed istruito nella contrapposizione gustativa.
In definitiva, una buona conferma per le Cantine Losito con il loro Trosè rosato.
http://www.terredelgargano.it/cantinelosito/prodotto/vino-rose-rosato-di-puglia/
read more

Il metodo Bitcoin applicato alla filiera produttiva agricola

Blockchain nell’azienda Volpone
Neologismo di origine anglofona, il lemma significa catena di blocchi. Oggi parliamo della blochain. Metodo per la tracciabilità delle informazioni, usato in maniera innovativa anche per la produzione agroalimentare. Essa rappresenta una catena di informazioni che determina la possibilità di rendere fruibile e tracciate tutte le informazioni utili a comprendere la qualità di un prodotto.
La cantina della famiglia Volpone da qualche anno ha iniziato questo progetto che consente di tracciare tutte le informazioni utili al consumatore per controllare e monitorare lo standard di qualità della produzione vitivinicola. Questa moderna tecnologia, applicata anche per i più avveniristici bitcoin segue lo stesso metodo di tracciatura ed univocità delle crittovalute. La blockchain è come il nostro dna, come la nostra impronta digitale, come il nostro timbro di voce, cioè uniche e non replicabili. Ogni bottiglia della cantina Volpone nasce con una sua identità; essa è associata ad un codice univoco che ne rappresenta la sua storia, appunto come un’impronta digitale. In questo modo, il consumatore ha la certezza di poter risalire a tutta la storia del vino contenuto nella bottiglia e di avere ben presente il percorso di qualità con cui si è giunti alla sua produzione.
Prima di giungere, come di consueto, alla scheda di valutazione del vino, concludiamo il nostro articolo parlando di un aneddoto curioso. La ceramica dauna spesso veniva ornata con la testa di un animale tipico di queste zone mediterranee: la volpe. Sarà un caso che le parole vino, volpe e Volpone iniziano tutte con la stessa lettera, ma a noi piace credere che non sia solo scaramanzia. Passione, dedizione, impegno, rispetto, umiltà, tutto questo è la famiglia Volpone. Quali altre novità ci starà riservando la famiglia Volpone? read more