“Ars dictandi” tra un calice e una epistola

Nell’epistolario enologico un connubio tra tradimento e libertà di espressione
La libertà di espressione e di pensiero è stata vista, nella storia dell’umanità, come massima estrinsecazione della determinazione dell’essere e delle sue facoltà di pensiero oppure come alto tradimento nei confronti dei poteri forti dell’epoca. Lo studio della storia ci ha insegnato che ci sono stati uomini che hanno assecondato la volontà di un tiranno o di un regnante per un istinto di sopravvivenza più forte, rispetto alla libertà di espressione, il diritto di replica o di critica di scelte poco oculate di una classe dirigente.
Pensare con la propria testa è stato, nel corso della storia, ripagato con condanne pesanti ed ngherie anche per personaggi autorevoli, tacciati di alto tradimento solo perchè non erano concordi con le decisioni di autorevoli ed integerrimi capi di Stato.
Pier delle vigne abbandonò – si dice – Federico II, per dare seguito a quello che era la sua libertà di espressione. Fu condannato per alto tradimento, ma ha professato la sua libertà di opinione fino alla morte. Dante, per questo motivo, lo relegò all’immagine di un arbusto che, neanche il giudizio universale, potè salvarlo. Il nostro articolo non è un banco degli imputati. Questo incipit vuole essere solo un modo per consacrare un vino pugliese come antesignano di una libertà di espressione, frutto di un lavoro e di un sacrificio che vede un’intera famiglia impegnata costantemente verso orizzionti senza padroni. Per loro la ualità di un vinonon si legge nella rivista, nella guida, o nell’appartenenza o meno presso un’associazione di categoria. La qualità si fa con il sudore della fronte. L’obiettivo della famiglia D’Agostino è quello di farsi apprezzare per il prodotto contenuto nella bottiglia. Appartenere ad una associazione, assecondare le richieste di enti, riviste e guide per un articolo, una degustazione o addirittura un premio per loro è superfluo. E’ una mercificazione della qualità. Il vino è di qualità se trasmette sentori positivi al palato del consumatore; il vino di qualità è solo questo.
Pier delle Vigne è un’etichetta famosa pugliese di un’azienda seria. La libertà di pensiero è l’essenza di un vino e della filosofia produttiva dell’azienda Botromagno.

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Vignuolo dantesco, umile servitore

Il vignuolo difensore della vite
Dante definì il viticcio, debole. Tuttavia, il sommo poeta volle evocare una contraddizione. Il viticcio debole è quello che ha un ruolo fondamentale nella vite: egli sostiene la pianta sin dalla sua nascita. Il “vignuolo” dantesco, seppur gracile, è primario per una buona riuscita della produzione. Così la nostra cantina Vignuolo nella metafora dantesca è, comunque, protagonista.
Il vino in degustazione è un rosato di Castel del Monte. Questa è terra di famosi vitigni autoctoni. Proprio da loro origina il vino di quest’oggi. Un blend tra bombino nero e nero di troia. La zona di Castel del Monte è uno dei territori vitivinicoli più importanti di tutta la Puglia. Qui nascono 3 delle 4 Docg della regione.
Il vino possiede una traccia liquorosa particolare. La robustezza del gusto è l’effetto evidente della vinificazione di due vitigni molto vitali ed esuberanti. L’acidità è buona e consente ottimi abbinamenti con carni bianche o pesce mediamente strutturati nella loro preparazione. Il titolo alcolometrico nella norma dei vini rosati, accompagna i piatti più prestigiosi della gastronomia locale. read more