L’anima di Cirò, una vera rivoluzione

“Dalla Terra” i prodotti enologici della famiglia Parrilla
La terra restituisce gli sforzi fatti dal bracciante. Così si apriva un famoso convegno dove era presente il famoso chimico ed accademico tedesco von Liebig. Se prendiamo ad esempio una suo scritto si capisce la vera essenza di questa etichetta proveniente dalla Terra di Cirò. Egli nel suo testamento espresse il suo dispiacere per avere, per anni, voluto dimostrare che la terra era semplicemente un mezzo per raggiungere dei fini produttivi e che essa potesse essere utilizzata dall’uomo in qualsiasi modo, perchè con la concimazione chimica si sarebbe sopperito alle esigenze delle piante. In punto di morte, egli ammise che non era affatto così, bensì dovette asserire che la terra, in quanto essere vivente, non può essere trattata come un mero mezzo di produzione. Pertanto, oltre alle concimazioni, l’uomo avrebbe dovuto applicare delle tecniche agronomiche più rispettose dell’ambiente e degli esseri viventi.
Degustando “Dalla Terra” si evincono i passaggi naturali di un prodotto che è rispettoso dei dettami della natura. La terra in questo caso è parte della vita degli uomini che la lavorano. E’ parte di un processo rispettoso di principi naturali che alimentano una catena produttiva semplice, verace, senza artifici esterni e/o indotti. La naturalità di questo vino si evince dalle prime “boccate”. Sembrerà una metafora poco consona, ma questo vino si respira, come una mattina appena soleggiata in riva al mare e la rugiada autunnale sulle foglie.
Il colore deciso rosso rubino, tipico del Gaglioppo, per questa riserva fulminante al naso. Una brezza marina salina ci pervade il palato, un leggiadro fruttato ed un floreale che si apre a quel sentore leggermente foxy tipico di un naturale vero. Equilibrio e persistenza da far invidia anche ai grandi blasoni. Un ampio ventaglio di frutti appena maturi, a polpa rossa, di fiori recisi freschi ed una sapidità ben concentrata, lasciano spazio a qualche speziatura leggera e piacevole, di pepe nero o chiodo di garofano.
Questo vino è una vera chicca del cirotano. Un esempio di come il viticoltore ama assecondare i principi naturali per fornire prodotti di pregio al consumatore sempre più esigente. read more

Vino emozionale di Calabria

Francesco Parrilla viticoltore DOC
Quest’azienda trasmette entusiasmo. Il lavoro è fatto con passione e sentimento; i valori sono trasmessi dai prodotti vitivinicoli che, come questo amato vino, arrivano a toccare le papille gustative del sommelier più abile. Dentro ogni singolo calice c’è l’amore per la storia, le origini e i sacrifici del vignaiolo e della sua famiglia. Un prodotto di terra jonica, di una zona a noi tanto cara.
Il colore è vivo. Un giallo pieno e fulgido. Apparantemente quasi liquoroso alla vista, in bocca si trasforma. Le sue vesti sono pian piano più chiare dopo il primo sorso. Un’acidità spiccata, una inebriante freschezza di questo greco quasi pietroso, tufaceo, con una ottima persistenza. Il suo equilibrio spiccatamente duro, fa strada ad una lenta sequenza di ricordi. Sembra un dejavù. L’emozione di vivere qualcosa che sembra un ricordo, ma che invece lascia il dubbio della sua esclusività, è accompagnato dagli effluvi sensoriali del calice.
La zona di Cirò, fucina di nuove ed antiche produzioni agricole, regala ai visitatori nuove esperienze. Qui la modernità non è servita per soppiantare le tradizioni. Il percorso è quello di accompagnare le nuove generazioni di produttori, ancorati alle tradizioni del posto, verso nuovi confini che le leggi del mercato dettano inesorabilmente. Il pregio di questa azienda è quello di assecondare il mercato, ma con l’attenzione verso la qualità della vita, della salute, del buon gusto e del buon bere.
www.tenutadelconte.it
Si invitano i lettori a contattarci all’indirizzo e-mail
info@ilpizzicodelgallo.it
per avere la scheda di degustazione del vino appena descritto read more

Arco e frecce in onore di Ercole

Il mito di Filottete raccontato nella Cirò di Sergio Arcuri
Con l’evocazione del mitico arciere Filottete, iniziamo la nostra degustazione del vino di punta della Cantina di Sergio Arcuri. Siamo tornati nel crotonese, in un pomeriggio autunnale, un territorio dove sembra che siano vietate le temperature basse. Il sole è ancora rigoglioso, il vento accompagna la passeggiata. Ci avventuriamo nel territorio della Sacra Krimisa, famosa per essere stata fondata da Filottete, arciere voluto dagli Dei Apollo ed Ercole. Il suo arco e le sue frecce furono donate da quest’ultimo al nostro eroe che, durante l’esilio sull’isola di Lemno, uso per sfamarsi e per sopravvivere. Il nostro eroe fu determinante negli scampoli finali della guerra di Troia. Quando, come i manoscritti postumi descrivono, grazie ad un cavallo di legno si riuscì ad espugnare una città apparentemente blindata.
Sergio Arcuri è il nostro arciere. Un vignaiolo proteso al riconoscimento del bene comune; una persona adesa a valori, che ad oggi, sembrano dimenticati: egli colloca l’umanità al primo posto. Sergio è un vignaiolo che ha a cuore il bene della comunità, del suo territorio, e dei suoi colleghi produttori locali dell’omonima porzione di territorio. Il suo spirito trainante, il suo entusiasmo e il suo carisma sono aspetti determinanti per questa forza di coesione che è capace di sprigionare.
L’etichetta in degustazione è un vino che lascia il segno. Un gaglioppo in purezza della sua amata “riserva” del 2011. Un vino pronto alla beva, con intensità olfattive molto nitide e ritorni particolarmente persistenti che riempiono il palato di emozioni sensoriali nette e lucide. Abbiamo aperto la bottiglia circa 3 ore prima di degustare. Questa scelta si è rivelata determinante; il vino aveva bisogno del giusto contatto con l’ossigeno per poter esprimere tutta la sua potenzialità.
Questa bottiglia di vino è stata abbinata ad una braciola di maiale in umido. Un piccolo contorno di funghi e olive ha accompagnato la pietnza principale. La freccia del nostro arciere ha fatto centro. Lui è protetto dagli Dei. Infatti, egli, salvifico nelle guerre più aspre, riesce a sconfiggere le più inespugnabili fortificazioni. read more

L’alberello del Marinetto

Vivace rosè dove il mare fa brillare il Gaglioppo
Le vigne di fronte al mare per un’azienda di tradizione secolare sono un’arma vincente. Torniamo in Calabria nell’azienda di Sergio Arcuri. Il Marinetto è un vino vivace. Un rosè iodato dalle correnti marine, fresco, sapido, lungo come gli ottimi risultati che fornisce il Gaglioppo anche nelle vinificazioni modaiole di rosè.
Una conferma per una etichetta Made In Italy che in vigna, con i suoi alberelli, regala dei sentori gusto-olfattivi intensi. Le vie retronasali vengono pervase da sentori salati e agrumati piacevoli. Ideale per accompagnamenti importanti come la tradizione culinaria calabrese. Piatti con spezie forti, veraci, terrene, rustiche. Il Marinetto è il loro giusto compagno di viaggio. Il caldo nelle terre di Calabria si fa sentire; le note fresche che si raccolgono dalla degustazioni smorzano le torride serate. Un aperitivo con amici, non banale, ma importante come il vino in degustazione esaltano l’importanza di un vino la cui produzione è tutta manuale.
La conferma della qualità è scontata; per chi ha dubbi, invece, è il benvenuto. Questo vino è in grado di accontentare anche i palati più fini e più difficili. Il nostro vignaiolo lo sa ed è ben felice di sfidare anche loro, perchè il suo vino è imbattibile.
http://www.vinicirosergioarcuri.it/
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Aris: il sole, il mare, la terra di Calabria

La passione e la dedizione nel lavoro: Sergio Arcuri
Sergio è un uomo vulcanico. Egli suscita passione ed entusiasmo: è una persona molto coinvolgente. Amante della vita, del saper vivere e, senza dubbio, anche del saper bere.  I suoi vini rispecchiano il suo animo: verace, schietto.
Oggi apriamo Aris. Il vino è il frutto della vendemmia del 2015. Bisogna ossigenarlo un po’ prima di iniziare la degustazione. Perchè la schiettezza di questo vino è preponderante. Il gaglioppo in purezza lascia una traccia olfattiva piena, eterogenea; le sue molteplici sfaccettature si avvertono durante questa fase di attesa.
Abbiamo abbinato il vino ad una grigliata mista. Carne di maiale, mediamente speziata, con una buona marezzatura e frollatura di circa 20 giorni. Considerando le caratteristiche del vino, abbiamo giocato sul sicuro. Il vino è prodotto mediante il processo produttivo biologico. Le terre di Cirò (Kr), patria del Gaglioppo, insieme con la Doc di Melissa, conferiscono al vino la giusta salinità. Le colline di Cirò superiore contribuiscono a dare al vino un ventaglio olfattivo complesso.
Non possiamo che augurare a Sergio di continuare a lavorare in questo modo. Lui contribuisce ad enfatizzare l’importanza del Made In Italy ed è giusto dargli merito dei suoi sforzi.
http://www.vinicirosergioarcuri.it/aris-ciro-doc-rosso-classico-superiore/
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