Preliminare del Notaio, Lucania del Vulture

Il mecenate del Vulture
Che il Rinascimento di Firenze abbia raggiunto l’apice grazie al mecenate Lorenzo de’ Medici, è un passaggio quasi ovvio della storia di Italia. Che invece il Rinascimento vitivinicolo della Lucania sia opera della Cantina del Notaio, è un passaggio ben meno noto che noi vorremmo enfatizzare.
Quest’oggi abbiamo in degustazione un blend che ha iniziato a dare i fasti ad una cantina-simbolo del vulture, Cantina del Notaio ed il suo Preliminare. Un blend di Aglianico (vinificato in bianco) con Chardonnay, Malvasia Bianca e Moscato. Chi più di un “Notaio” garantire la validità di qualcosa, non certo un contratto in questo caso, ma senz’altro la bontà di un vino che riesce a catturare l’essenza di questa terra vulcanica, anche con un blend eterodosso ed una vinificazione dell’Aglianico inconsueta.
La politica di marketing “metaforica” usata dalla cantina, che ha voluto unire tradizione, storia ed innovazione, ha senz’altro sbaragliato i classici canoni della pubblicità commerciale. Essa si è resa immediata e di facile memorizzazione per il consumatore. Da qui è partita una vera e propria scalata verso il successo, unita anche alla qualità inconfutabile dei prodotti vitivinicoli.
Il vino possiede un bouquet olfattivo ampio e variegato; i sentori floreali e fruttati si diffondono dopo una breve ossigenazione del vino. I vitigni aromatici e semi-aromatici si uniscono all’intensità gustativa dell’Aglianico con cui il vino prende struttura. Questo bianco è delicato ed elegante, ma allo stesso tempo arcigno come la natura vulcanica di queste terre, minerale e sapida.
Questa degustazione è anche il segno che le nostre attività vengono apprezzate. Vorremmo ringraziare pubblicamente il dott. Giuratrabocchetti per la fiducia accordata alla nostra associazione. Il vero mecenate è anche colui il quale ha il fiuto per le cose innovative; questo, per le nostre attività, ci fa ben sperare. Buona degustazione.
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