Dodecapolis, “centro religioso” del primitivo

Le 12 città centro nevralgico del Primitivo
Il nome di fantasia dell’etichetta in degustazione quest’oggi fa riferimento ad una “dodecapolis”. La zona del Primitivo è una Dodecapolis – scrictu sensu –  dal momento che essa rappresenta un centro nevralgico, quasi religioso, attorno al quale nasce e cresce uno dei vitigni-emblema della regione Puglia.
Il vino in degustazione appartiene all’azienda di Luca Attanasio. Sebbene sia un’azienda nata da poco, il suo proprietario, forte dei suoi 17 anni di esperienza maturati sin da giovane età, ha trasferito un alto valore aggiunto ai suoi prodotti più importanti. L’etichetta in degustazione menziona le 12 città – simbolo culturale e religioso di una terra antica – l’area ionica tarantina; così come in Grecia, in Turchia, o altrove, trasponiamo questa immagine culturale, anche richiamata da Erodoto nei suoi scritti, per metterla a disposizione del mondo dell’enologia.
Il vino si presenta con una bella colorazione rosso rubino tendente al granato. Buona consistenza al calice; esprime un ottimo ventaglio olfattivo e gusto-olfattivo. I toni fruttati tipici del vitigno autoctono pugliese, insieme con le note floreali piene di gusto, si accompagnano ad una profonda complessità nelle sfaccettature di speziatura e tostatura di pepe nero, cannella, vaniglia, oltre che dei velati sentori di drupe amaricanti. Il vino possiede un’alcolicità senza eguali
Il piatto in abbinamento è stato preparato con delle speziature particolarmente evidenti. I funghi fritti con una spolverata di pepe nero, il pollo alla cacciatora con un tocco di tartufo nero, hanno contrapposto il vino in degustazione.
Per i nostri lettori, anticipiamo che l’azienda di Luca Attanasio ha appena finito di imbottigliare l’annata 2017. Non anticipiamo ancora nulla, tuttavia ci sentiamo di evidenziare che la qualità sarà sicuramente esclusiva.
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Il coraggio di Luca

La “fortitudo” di un figlio d’arte
Che il coraggio sia una virtù innata e rara, questo era già ben noto nell’antica Grecia, quando i filosofi si chiedevano le origini dei comportamenti che lo contraddistinguono. Platone, per bocca del suo Lachete, si chiese se “fosse più coraggioso un uomo fermo che sa di poter perdere, piuttosto di un uomo che rimanendo fermo era sicuro della sua vittoria”; l’opera non porta ad una conclusione, tuttavia lascia al lettore la riflessione sulle essenze che caratterizzano questa virtù.
Il nostro Lachete, guerriero della pace, è il nostro vignaiolo pugliese. Egli, fortificato dall’esperienza e dalle sue radici immerse nel mondo vitivinicolo sin dall’infanzia, ha dato vita ad un progetto tutto suo: le vigne di Luca.
Oggi in degustazione abbiamo il suo rosato. La principale percezione che si evince sin dal primo impatto visivo, e poi olfattivo e gusto-olfattivo è la sua impronta liquorosa. E’ un rosato da 15,5% integralmente prodotto ed imbottigliato nella sua azienda. La maturazione delle uve ed il taglio delle uve hanno inciso sulle caratteristiche del prodotto finito. Un contenuto zuccherino importante ha determinato un grado alcolico svolto particolarmente alto per un vino rosato. Nella sua originalità, il ventaglio olfattivo tipico del vitigno primitivo è un po’ condizionato. Tuttavia, si apprezza il suo carattere, come il condottiero Lachete, guerriero della pace.
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