Un vino “armonioso” di Camporeale

Un principe borbonico di Camporeale
I Borboni compresero bene che la terra di Sicilia era fucina di imprenditori, lavoratori, terre ricche di materie prime come le uve. Sin dai primi insediamenti storici di questa casata nella nostra isola italiana, si volle dare lustro a questa terra cercando di privilegiarne le sue ambizioni, qualità ed inclinazioni più vivaci.
Il grillo vitigno autoctono, utilizzato anche per la produzione del più nobile Marsala, è un vitigno versatile ed elegante, ecclettico nelle sue vinificazioni. Spumeggiante per le sue qualità di valorizzare le tipicità territoriali autoctone siciliane.
Armonioso (l’etichetta in degustazione) è a dir poco un eufemismo per un vino che presenta tutte le caratteristiche dei vini freschi di Sicilia. Una beva coinvolgente, accattivante, ammaliante. Ogni singolo sorso genera desiderio di continuare ancora a bere.
Il colore è giallo paglierino particolarmente cristallino, quasi brillante. Al naso è un vero e proprio potpourri di aromi tipici di questo angolo di Sicilia. I terreni alluvionali della media collina della provincia di Palermo (circa 400m slm) consentono alle uve (prima), ed al vino (dopo) di esprimere una complessità suadente delle note olfattive.
L’abbinamento è quasi scontato: un piatto di crudo di pesce di fine estate. Un matrimonio idilliaco per due prodotti enogastronomici (nel nostro caso ostriche) che sembrano chiamarsi vicendevolmente in questo connubio coinvolgente al nostro palato.
Così come Camporeale (ed i suoi abitanti) sono devoti a Sant’Antonio da Padova, così la famiglia Marino è devota del suo grillo: autentico cavallo di battaglia per eccezionali pasti di fine stagione.
www.marinovini.com
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