Anfà, catarratto caldo e avvolgente

Un vitigno storico per l’eloquenza dei palati
Contrariamente al passato, partiamo dalla fine. Siamo a cena. Un ristorante fronte mare, un pò di vento che rinfresca le nostre anime dopo una giornata particolarmente calda: siamo in Sicilia. Il nostro sommlier ci serve un’etichetta delle cantine Marino, un catarratto di eccezione. La portata è condizionata dal momento particolarmente avvolgente, da un territorio a noi caro, dalla vicinanza con il mare. Un antipasto di crudo di mare ed una tartare di tonno leggermente marinato. Le chiacchiere si intrecciano con i sapori e le sensazioni odorose citriche, agrumate, fresche, vivaci di questo calice.
I terreni di questa porzione di territorio contengono molte pietre. La natura granulometrica del terreno favorisce anche l’arricchimento odoroso del vino. La sua sapidità, la sua freschezza, la sua mineralità. Così i commensali mi raccontano un aneddoto tra il serio ed il faceto riguardante una ragazza del posto. Si narra che questa giovane donna fosse innamorata di un ragazzo che all’epoca partì per la guerra. Un tempo non si aveva la possibilità di scriversi frequentemente. Inoltre le difficoltà di comunicazione durante il periodo bellico resero più cruda l’attesa di questa giovane donna sedotta dal militare ormai partito. Notizie frammentate, unite all’ansia di questo ritorno sempre più lontano, resero questa ragazza molto triste e senza più speranza di incontrare nuovamente il suo amato. Un uomo tornato dalla guerra riconobbe il viso del ragazzo mostrato in foto dalla donna durante una festa di paese. Ella chiese se ricordasse l’ultima volta che l’aveva visto. L’uomo scosse la testa. Lui sapeva che quel ragazzo, motivato da forte passione per la patria, non sarebbe mai più tornata. Lo sgomento prese piede nell’animo della giovane donna, sconsolata e piangente torno a casa. Delusa, il giorno dopo, si mise in cammino verso il mare; prima di arrivare all’apice del promontorio, si chino sul terreno e pianse. Le sue lacrime furono raccolta da una terra amara che le aveva riservato tristezza ed angoscia. Così si gettò dalla rupe e fu inghiottita dai flutti del mare. Le sue lacrime sono ancora lì, rappresentate dalle innumerevoli pietre sparse nel terreno. Piccole gocce bianche nel mare rosso del terreno. Lacrime per ricordare un amore che non tornerà mai più.

www.marinovini.com read more